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ero a varigotti non tanto tempo fa (diciamo due mesi fa) e entrando da una gentilissima edicolante per chiedere dov’è la posta la vedo pontificare di fronte a due clienti la rivolta armata contro il governo.la cosa maggiormente stupefacente è che le signore annuivano all’insegna di “è il minimo”, “ci vorrebbe una bomba”: età complessiva almeno 160 anni in tre. Qualche tempo dopo sentendo dall’altrettanto nonpiùgiovane Canali di “una rivolta al giorno all’ora dell’aperitivo”, “prima regola spaccare tutto” mi sono tornate in mente.la situazione socioeconomica non è delle migliori e il conflitto sociale cresce, Canali sembra in “Carmagnola #3” plaudire al “suono della cannone” e rischiare diverse volte denunce per istigazione alla violenza ma poi in “Regola #1” e “Risoluzione strategica #6” (anche questi con i numeri, caso?? no) mostra il lato oscuro della situazione: la rivolta inizia ma se da una parte i media fanno la coda per strumentalizzare l’evento, anche i manifestanti si lanciano i verso il flash dei fotografi, guidati da un capo richiesto, voluto e seguito come se fosse necessariamente la personficazione della rivolta, ma che è pronto per fregare tutti. “La rivoluzione francese non aveva leader, sono stati importati solo successivamente. E infatti quando sono arrivati hanno cominciato a tagliarsi la testa a vicenda.” come nota Canali stesso in un intervista.Se da una parte c’è la rabbia c’è anche il ragionamento sulle conseguenze.

Tornando alla musica è il rock serrato pre-nostra signora della dinamite. Meno toni intimisti e un tono simile al mitico “Rossofuoco” (o freccetta o precipito che dir si voglia) ma nonostante i brani citati prima c’è un tono più positivo anche se rabbioso, diciamo in termini di sfida fiera come in “Morire di noia” o nell’epico inno anarcoautodeterminativo “sai dove” (forse il brano migliore dal mio punto di vista, ma chi amava l’album precedente troverà questa o anche “ci sarà” sgradevole, e simile ai “deliri di un ubriaco”). C’è anche la parte intimista ma è scarsamente riuscita.”treno di mezzanotte” è deludente, ma soprattutto “la solita tempesta” cita i Joy division («L’amore che ci ha fatto a pezzi tante e tante volte» suona qualche campanello??) ma sembra un Ligabue fatto meglio.

l’unico “emotional” degno di nota è “orfani dei cieli” ma questo album in realtà è molto più uno sfogo che una confessione.

Secondo me è (come il precedente) un ottimo album, dipende solo dalla faccia che preferite: quella meditativa o quella più barricadera?

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