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Category Archives: musica

Cari amici del cinghiale, del cinghialino, del chinghialotto e della cinghialessa (meglio nota come cintura bollita) questa volta sono direttamente dal Balla coi Cinghiali a Bardineto, il più grande festival gratuito d’Italia.

“come Woodstock ma si mangia meglio” campeggia nella scritta all’ingresso, ma io non vedendo né hippie in acido che ballano nude (anche se molte sono in costume), né vecchi freak che si lanciano palate di fango sostenendo di conoscere la strada per il Nirvana, almeno sul primo punto mi riservo di dubitarne, sulla seconda ci torniamo dopo. Comunque, appena entrati ci si rende conto che è assolutamente enorme e c’è ogni cosa: volete comprare dei cd?fatto! volete fare sport?,c’è! Imparare a ballare?c’è!, c’è pure la pista da BMX e l’internet point.Così pieno di speranze entro nel campeggio e, dopo aver rischiato di vincere un ipotetico premio “peggior campeggiatore del decennio”per la mia tenda decisamente ispirata ai maestri dell’astrattismo, mi avvio verso il palco centrale (Aoh,se’ chiama “Main stage” semo ‘mericani qua) dove suonano i “Nena and the SuperYeahs”, un gruppo che dovrebbe essere elettropunk ma finisce per essere ripetitivo e privo di grandi idee.Il loro pezzo migliore “Punk Mission” dovrebbe chiamarsi “Daftpunk Emission” visto che sfiora colpisce e penetra per chilometri il plagio del suddetto gruppo francese tanto che mi viene da cantarci sopra “teeeeleeevisiion ruuules the naaation”.Mi sposto al palco dedicato ai gruppi locali(“Local Heroes”, aridaje, t’ho ddetto che semo ‘mericani), passando a recuperare il corpulento libretto di ben 70 pagine con l’illustrazione di tutte le attività, i concerti e i banchetti. Nel palco locale stanno suonando i Vena Alternativa, in modalità veramente “intocantina” in quanto sono in una piazzetta isolata con cinque amici di pubblico.nonostante questo suonano postgrunge con passione e impegno anche se la cantante ogni tanto ha qualche calo di presenza scenica dovuto alla cosiddetta “sindrome da recita” (“Oddio, ora devo dire questo, poi questo e questo”), con un po’ di naturalezza in più potrebbe essere decisamente interessanti. Il rock mette anche appetito e mi dirigo a verificare se si mangia veramente meglio. Non ho termini di paragone, non essendo stato a Woodstock, ma qua si mangia veramente bene.

All’interno di un tendone a forma di circo trovo un piatti tipici e alle cucine polenta e gnocchi. Prendo però la focaccia e una birra fatta secondo la ricetta egiziana ricostruita, visto che gli egiziani oltre a fare le piramidi e a stare di profilo hanno inventato la beneamata bevanda.

Dopo Pranzo sono pronto ad affrontare i Bancale. Dico affrontare perchè questo gruppo blues-noise porta la pesantezza a nuovi livelli. Saranno anche bravi a suonare gli stessi accordi in continuazione sbattendo su lastre metalliche ed declamando in stile Massimo Volume la miseria, il vuoto e la nullità della pianura industriale bergamasca-est lombarda, ma dopo dieci minuti di “cani randagi divorati dalle mosche in discariche in disuso, mentre i brandelli dei salami marciti sporcavano l’asse marcia del cascinale in rovina” inizi a non poterne più. Ti serve gioia e subito, ne va del tuo equlibrio psicofisico. Fortuna che sull’altro palco suonano i Legendary Kid Combo, formidabile banda di intrattenitori e dispensatori di buonumore e balli folli. Un gruppo di musicisti vestiti in stile ottocentesco-americano che alternano psycobilly, cover folkrock, e cover di pezzi in chiave speed country o psycobilly. Capaci di passare da Oci Ciorne a “fight for your right(to party)” facendole sembrare due canzoni dello stesso gruppo (loro) e di tirarsi dietro tutto il pubblico in un attimo. Dopo diserto gli hardcorers Dufresne per i Lomè, perchè il libretto nel parlarne tira fuori in poche righe Tenco, i Mars Volta, gli Area e Zappa. Come sempre troppo Hype uccide e impedisce di godersi questo, in realtà, buon gruppo jazz-rock basato soprattutto sulle capacitò istrioniche del cantante e del tastierista (che addirittura sostituisce senza troppi danni gravi la chitarra in una cover di Heart shaped box). Perciò mi metto e mi tolgo il mio cappello da “saluto al virtuoso” e, dopo aver alzato di parecchio la sbarra dell’assurdo ascoltando una cover metalcore di “get up stand up” eseguita dai Volumi Criminali (il nome migliore del giorno come band), mi preparo a sentire il grande vecchio dell’alternative rock italiano, Giorgio Canali. Il quale, nonostante abbia sui cinquanta anni, sembra un settantenne dall’aspetto e un ventenne dall’energia, la passione, la forza, l’entuaiasmo e il tasso alcolemico dal suo live. Sbraita, si aggrappa all’asta, tortura la chitarra, manda affanculo tutte le richieste di pezzi, tira craniate possenti al microfono e alza un concerto così elettrico da sviluppare un ondata di allarmi blackout. Potrebbe fare solo pezzi storici e avere file di persone abbracciate che cantano ma suona tanti pezzi del nuovo album, incurante del rischio di diminuire la partecipazione. E’ L’energia, la rabbia, la rivolta, la passione, la sfida, il fuoco che si alza e avvampa, l’inondazione che rompe tutti gli argini, tutte queste cose che hanno reso grande il rock in un solo concerto.

Si avvisa che questo report sarà in forma ridotta a causa della mia cronica capacità di ritardare e di una grandinata ancora più ritardataria di me.

Appena entro vengo accolto da una ventata di gelo polare, non residui della grandinata ma l’algido ed etereo set dei Be Forest: due ragazze e un ragazzo che danno vita ad un’ atmosfera tra la new-wave e un certa musica ambientale affascinante ma anche sottilmente inquietante. Roba da felpina per evitare i brividi da eccesso di voci rarefatte. Poco dopo però la pioggia nel pineto termina per dare spazio alla domenica soleggiata e di ritorno dal college dei Radio Days, col classico indie-pop-rock che tanto riempie le sale prove, le radio e i cartelloni dei festival, per un unico semplice motivo: quello di elargire, ad un impegno di ascolto minimo, gioia e spensieratezza a piene mani.

E questo obiettivo pare completamente riuscito. Il cielo si rischiara, la gente toglie il kway e inizia a ballettare sul posto, le coppie iniziano ad abbracciarsi, le compagnie a prendere le birre al bancone, insomma torna la primavera. Giusto in tempo per andare a mangiare al bar, al negozio delle polpette (ebbene si, avete letto bene, polpette d’asporto e anche buone) o consumare un panino portato da casa per risparmiare (del resto non è il festival dell’autoproduzione??)

Si torna giusto in tempo per lo stralunato cantautore Babalot e il suo allegro gruppo di appoggio.

Ecco una breve lista di cos’hanno loro: un cantante che dimentica le parole e gli attacchi ma si vede visibilmente preso dall’ansia da palcoscenico e questo incrementa la simpatia, un misto di strumentisti (compresa la pianola a bocca e un tizio che suona il cubo di legno su cui è seduto), testi completi e solo apparentemente nonsense in alcuni punti ma in realtà brillanti, arrangiamenti vivaci e originali e soprattutto un aria di non prendersi esageratamente sul serio ma di sapere cosa si sta facendo. E’ esattamente una di quelle volte che dici “toh mi fermo 5 minuti prima del concerto sull’altro palco” e poi resti lì fermo per un’ ora e ti perdi l’altro gruppo, ma in fondo non ti dispiace così tanto. Ora, però, vedi che la folla si accalca verso l’altro palco, a causa dell’imminente show degli lnripley. Oltre ad essere una storica eroina del cinema fantascientifico, è anche il nome di un gruppo che suona drum’n’bass e dubstep completamente dal vivo solo con strumenti (elettronici e non).In una nuvola di fumo si materializzano tutti coperti da maschere e bardature il batterista, i due suonatori di groovebox, il bassista e per ultimo Viktor, l’Mc. Anche cantante/rapper lui è il vero cavallo selvaggio del palco che passa tutto il concerto a saltare come un gorilla fomentando la folla,che non ha comunque alcun bisogno di essere fomentata oltre, visto che il sound del gruppo suona come il figlio bastardo dei Rage Against The Machine con i Pendulum che esce a ubriacarsi con una gang di robot. Quando partono i pezzi dubstep è il delirio, la gente si trova a ballare senza accorgersene, sotto il palco un mischione da metal, ovunque gente che dondola scoordinata come in trance. Il concerto finisce con Viktor in piedi sulle transenne a torso nudo, fiero come Nelson prima della battaglia di Trafalgar che lancia enormi palloni a forma di occhio sul pubblico urlando “are you fucking reaaaaady” mentre il batterista suona sui 170 bpm e sembra avere cinque mani. Sono arrivati gli alieni ma non sono aggressivi sono solo un po’ irruenti. Dategli retta e vivrete cose non di questa terra. Seguono i Casino Royale, con forte attenuamento della velocità e del ritmo della serata, accolto con un misto di dispiacere e sollievo: dispiacere per la fine e sollievo per la prova fisica e psicologica a cui erano state sottoposte le prime file. E’ il momento di sedersi, bersi una birra, asciugarsi il sudore e borbottare a mezza voce “cazzo che roba! cazzo che roba!” come se si avesse partecipato alla presa della bastiglia. Ora permettetemi di fare un disclaimer personale sui casino royale, anzi sui nuovi casino royale, che poi nuovi non sono visto che hanno questa formazione da almeno 5 anni. Il disclaimer è questo: sono bravi si, ma con Giuliano Palma erano un altra cosa….soprattutto quando fanno i pezzi vecchi si sente che cambia qualcosa, è un piccolo disturbo ma si nota, un po’ come quando salta la frequenza in radio. Sarà che io non li avevo mai sentiti dal vivo e avevo in mente solo le versioni sentite sui cd o su youtube, ma ho notato un senso di assenza che mi impedisce di essere veramente onesto su un live che se non è stato travolgente è stato comunque molto dignitoso. Tra questi due gruppi di chiara validità e un mostro sacro come Dj Gruff le teste pensanti della scaletta hanno pensato di infilarci un puro bimbominkia, forse per evitare che Segrate collassasse come un buco nero per l’eccesso di ottima materia musicale.

Ecco dunque arrivare un tamarro di provincia ad esibirsi nel solito numero, “minchia spacco di brutto e ora faccio un rutto, sono stato dentro per spaccio e mi hanno rotto un braccio” pronto a proclamare entusiasta “la mia ignoranza vale oro i tuoi pezzi d’amore ficcateli in culo, no homo” e a sfornare frasi di vera poesia trascendentale come “dammi i soldi soldi, la donna giusta e mi inculo il mondo “. Emis Minchia e restai sminchiato tutta la sera finchè non prese il microfono dj Gruff: “Mi ami? Mi ami ancora? Mi ami sempre? Per sempre. Milano ti amo da sempre. Ma davvero, mica roba così.” e giù scratchoni. Il suo set coniuga la velocità di un leopardo con la maestosità e la calma sicura dell’elefante che attraversa la savana dall’alto della sua pachidermica esperienza.

Ed è vera emozione di massa collettiva. Lo stile si vede, l’anima si sente.

“Per questo sono dove sono, per questo vado dove vado”

per chi c’era chi non c’era chi mi ha chiesto come è stato e chi se ne frega (la netta maggioranza credo) questo è un simpatico reportino del magnolia parade o meglio della serata a cui sono andato (quella di venerdì, sarei anche andato giovedì ma per quanto rispetti sub focus e consideri last jungle uno dei pezzi drum’n’bass preferiti non sarei riuscito a passare vicino ai crystal castles senza assaltare con un machete in puro stile rambo la massa di fighettindie occhialoni e pantaloni fascianti che popolava l’esibizione di questa dubbia modella anoressica e del suo amico giocatore di gameboy)Arrivando in ritardo mi sono perso i fratelli Calafuria ma non credo sia stata un enorme perdita (se lo è stata fatemi sapere)quindi dopo essere passato al bar (la birra media costa 4 ma l’acqua è gratis, alla facciazza di Ronchi) mi sono recato al palco centrale a sentire il Teatro degli Orrori.Alla 4 o 5 volta che li vedo non ho ancora capito quanto sia recitazione e quanto sia vera fattanza.In quest’occasione particolare Capovilla era particolarmente provato tanto che sembrava sul punto di collassare sull’asta del microfono quattro o cinque volte, diciamo che la storia della recitazione è ottima per farci passare sotto qualsiasi alterazione psicotropica di cui paiono esperti(non quanto di noise ovviamente).Nonostante le defaillance vere o studiate è stato ancora una volta trascinante, con una carica musicale pazzesca e un carisma incredibile (solo a dire silenzioso la platea zittisce e neanche il classico pirla che dice “ehi senti che pace” osa).l’unico vero problema consiste nella durata, visto il concerto da 40 minuti posto quasi all’inizio, probabilmente dopo che hanno fatto storie per il volume (obiettivamente basso) durante il Miami lo staff voleva togliersi qualche soddisfazione.Dopo di loro la scelta si poneva tra i coretti powerpop indieggianti divertenti e rassicuranti dei Record’s oppure le stranezze dei Chrome Hoof.Essendo naturalmente curioso la scelta è stata ovviamente la seconda.Qua bisogna introdurre una spiegazione per chi non li conosce o per chi ha solo letto la tremenda recensione di Wad(da sempre il peggior critico musicale italiano) su Rollingstone di Agosto (ma non ci sono tanti caminetti da accendere in questa stagione).Beh loro sono il futuro, o meglio un possibile futuro.Immaginate una mezza dozzina di beduini fluo/monaci spaziali chiusi in un negozio di strumenti con una cantante-ballerina dall’ottima presenza (sia fisica che scenica).Tutti i generi (dall’elettronica a deviazioni psichedeliche da assoli di jazz a pezzi similsoul da potenti riff hardrock a melodie di violino) e parecchi strumenti fusi insieme in un unico calderone che farebbe ballare pure le persone in coma.In una sola parola, è nato il Post-Tutto, approfittatene ora e fate credere anche voi agli amici di aver fatto un viaggio nella Londra del 2060.in seguito alla rivelazione della serata si è esibita la sola della serata,i Bonaparte. Un gruppo di balordi che tenta di essere postpunk situazionista ma finisce per sembrare peggio dei Klaxons in acido (e non è per niente un complimento).Elettrorock di media qualità sovraccaricato da un esibizione baroccamente trash che riempiendo il palco di direttori d’orchestra leopardati con la faccia da cavallo, scenette BDSM o semplicemente incomprensibili ricordano un certo teatro d’avanguardia inutile e pretenzioso (come loro del resto).valga da epitaffio il commento di un mio amico attore che interpellato a riguardo ha notato secco “non so se è musica, ma sicuramente non è teatro”.meglio andare sul palco laterale a bere birra e giocare a calcetto accompagnati come colonna sonora dai Mojomatics, simpatico duo indie che anche senza essere particolarmente innovativo fa tranquillamente e giustamente il proprio concerto.Bravi artigiani dell’indierock che non mi sono serviti nonostante tutto a vincere a calcetto ma hanno comunque fatto una buona impressione e fatto passare gradevolmente del tempo.Stessa cosa non si può dire dei tremendi noiosissimi ma affollatissimi(oltre che uguali in tutti i palchi) set electro-fidget che sono scesi come una dittatura beeppante sul parco.Evidentemente sono io che non mi sono abituato o che sono troppo snob ma mi sentivo come gli alien di mars attacks, quindi fermo e convinto che “io sui similcrookers ci piscio” (infatti il bagno era anche vicino alla console) mi sono avviato verso il palco centrale dove Kapranos dei Franz Ferdinand mostrava che se uno è bravo a fare il frontman di un gruppo indierock allegro (quelli con i ritornelli stupidi ma divertenti perfetti da cantare in macchina in una domenica di sole portandola all’autolavaggio) non dovrebbe fare altro, soprattutto non dovrebbe fare il dj mostrando la sua scarsa abilità nel mixaggio e nella selezione.Così mentre risuona “London Calling” dei Clash, messa per cercare di risollevare un pò le sorti del set, io mi avvio verso l’uscita to the faraway towns…

“Gli uomini allegano un libretto d’istruzione alle macchine che costruiscono. Perchè Dio non potrebbe fare lo stesso con uomini e donne? “
E’ uscito il nuovo album degli skiantos..vere istituzioni del rock demenziale,,,
per info:myspace

Nonostante il ritardo mi associo anch’io alla commemorazione del decennale dalla morte di de andrè con questa

un moribondo si toglie tutti i sassolini, diciamo pure macigni, dalla scarpa…
ah, se vi interessa è “il testamento”
e come bonus track la versione de “la città vecchia” interpretata da capossela nella serata speciale di rai tre per l’anniversario

C’è qualcosa di assolutamente sovversivo ma anche molto profondo in:
“Se tu penserai, se giudicherai
da buon borghese
li condannerai a cinquemila anni più le spese
ma se capirai, se li cercherai fino in fondo
se non sono gigli son pur sempre figli
vittime di questo mondo”

anche quest’anno sta per finire e inevitabile il necessario nonchè inevitabile (ma forse l’ho già detto) sguardo retrospettivo, visto che quello politico e sociale è pessimo ci consoliamo con l’unica cosa che riusciva a consolare anche mostri della depressione conclamati..la musica
ebbene si signori e signori ecco (secondo me ma del resto il blog è mio) le migliori canzoni del 2008…
ah, non è un classifica è una lista sono sparse

ITALIANI

Ministri-Diritto al tetto
genere: Rock
grande tema e ottima canzone molto tirata per il nuovo ep del gruppo garage rock italiano:
una canzone dedicata al problema dell’edilizia
(o meglio della mancanza di case e della difficoltà di accederne)
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Arsenico-Distanti
genere:Punk
Contrordine..l’arsenico fa bene…o almeno fa sfogare…il primo singolo estratto da “esistono distanze” nuovo lavoro della band torinese attiva da ormai
ma rimasta sempre molto underground….il disco punk dell’anno, molto probabilmente
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BoomDaBash-Til di end
genere:Reggae
loro sono salentini(come i sud sound system) e anche loro fanno un reggae cantato con un misto di slang anglogiamaicano e italosalentino..un misto linguistico mondiale per un misto musicale mondiale..lecce è già giamaica
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Useless wooden toys-Carenza di basso
genere:Elettronica
Dopo il pezzone rock,punk e reggae dell’anno ecco il debito spazio elettronico…si potrebbe dire un disco meta-dance, nel senso che critica ironicamente i difetti della dance attuale e il mare di vaccate che ormai girano in discoteca..se ci siete stati almeno una volta nell’ ultimo anno convididerete gran parte di questo testo..
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Caparezza-Abiura di me
genere:misto
Uno dei pezzi migliori dell’ultimo (ottimo, peraltro) album del cantante pugliese e uno dei preferiti dallo stesso autore.Una sorta di confessione (così è anche inserita nella “storia” che fa da sottofondo al disco) sulle intenzioni artistiche e la concezione di sè (sia in quanto cantante che in quanto persona)dell’autore.In mezzo a tutto questo citazioni a pacchi dalla storia dei videogiochi (anche nel video)e un genere che unisce rock hip hop e una punta di elettronica
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Subsonica-Nei nostri luoghi
genere:elettro rock
bellissima..e tristissima..ma bellissima..e tristissima…ma bellissima..e tristissima..ma..(e avanti all’infinito)
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Fratelli sberlicchio-Il mostro elettorale
Genere:bastard pop
questa canzone descrive perfettamente quel periodo alla fine di marzo in cui cercavamo tutti di capire di che morte dovevamo morire, dopo la crisi parlamentare:decapitazione veleno o fucilazione??sappiamo tutti come e dove siamo andati a finire poi(purtroppo)….
Ah, dimenticavo è una copia perfetta de “il mostro” dei linea 77, ma con le parole cambiate…
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fratelli calafuria la nobile arte
Genere:Punk-Rock
Questo potrebbe diventare un anthem dei fancazzisti con buona pace del tascabile (vedi qualche post sotto)
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bloom 06-welcome to the zoo
Genere:Synth-Rock
Quello che accade agli eiffel 65 (i’m blue dabudidabuda ecc.) dopo l’uscita di gabry ponte..i due membri rimanenti (quello che aveva studiato musica e quello sapeva cantare) si riunirono sotto i nome bloom 06..questo disco è diventato particolarmente famoso come sigla dello zoo di 105 ma è molto di più
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elio e le storie tese gargaroz
Genere:Post-prog rock
Come  partire dall’esorcista e arrivare alla tonsillite passando per lo squalo, belfagor, ebay, il gelato al limone, citazioni musicali e canore, effetti vocali strani (il vocoder è vivo e lotta insieme a noi) e molto altro. La canzone più imprevedibile dell’ultimo album la band più genialmente assurda (o assurdamente geniale?)della musica italiana
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Dio della love-Basta con la musica italiana
Genere:Rock
Il gruppo emergente più promettente della scena “rock demenziale”, come i critici amano chiamare chi non canta d’amore o di disperazione, se la prende con l’esterofilia delle radio…
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Duracell non sarò mai una star
Genere:punk
Perchè entrare in una band punk underground?? sfottere i finley può essere un ottimo motivo.I Duracell se la prendo (giustamente) con tutti i gruppi “ad apparenza totale” idoli delle bimbeminkia ma scontati e banali.godetevela finchè qualcuno li contesta ancora perchè questi crescono come funghi
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jovanotti-safari
genere:misto
Questa è probabilmente la canzone più famosa della lista.
Una quantità di frasi d’effetto unite a simboleggiare un caos ma anche una ricchezza interiore…
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afterhours-riprendere berlino
genere:rock
uno dei primi singoli estratti dall’ultimo album..una storia di rivincita, anzi di volontà di ripresa di ciò che era stato perso.
Ah, NON e’riferita PER NIENTE al mondiale.
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marta sui tubi-l’unica cosa
genere:misto
il disco più strano della lista, un gruppo veramente alternativo come stile, con continui cambi di tono e ritmo improvvisi.sono dei pazzi o sono avanti?
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frankie HI-NRG MC – Pugni in tasca
genere:rap
uno dei rapper più impegnati d’Italia ci ricorda (e ce n’era bisogno) della continua perdita di diritti e di coscienza del mondo attuale e del’importanza
della protesta.”attenti c’è un uomo con pugni alzati e sembrano innescati”.Grandissimo
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Red worms’ farm-Beastie
genere:rock
questa è un eccezione…questo disco è uscito nel 2007..però essendo uscito alla fine l’ho incluso lo stesso.
Uno di quei classici pezzi da cantare saltando ai concerti magari in gruppo
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Padre p-yo -badabum qua qua
genere:rap
il ballo del qua qua rappato sulla base di badabum cha cha (tormentone estivo nostro malgrado ) da uno dei rapper più divertenti della scena.
Se marracash vi ha tormentato tutta l’estate, esplodete in un risata liberatoria
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Assalti Frontali – Mappe della libertà
Genere:rap
Il ritorno dello storico gruppo rap militante..perchè chi si sente “sempre in sintonia con lo 0.5 per cento”
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BONUS TRACK:
Revo fever- fiere cicatrici
Genere:Post-Grunge
come ogni lista alla fine viene la bonus track..questo gruppo post-grunge nonostante la giovane età dei componenti(ma siamo sicuri che sia un male??)dimostra di avere  rabbia e energia a pacchi.E queste nel rock servono sempre…
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STRANIERI

ac/dc wheels
Genere:Hard Rock
Uno pezzone rock pazzesco,mettetelo nell’mp3 e vi troverete a schitarrare con l’ombrello in coda alle poste (senza volerlo)
poi se parte il pogo non è colpa mia.io vi avevo avvisati
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ska-p crimen sollicitationis
genere:Ska-Punk
il gruppo ska punk spagnolo copre di insulti (in gran parte meritati)il vecchio vestito di rosso(che non è babbo natale ma Sua Medioevalità Benedetto XVI)per l’insabbiamento degli scandali che coinvolgevano preti pedofili.Brano passato sotto silenzio in italia (per ovvi motivi di sudditanza)ma disponibile su internetascolta

Oasis Bag it up
Genere:pop-rock
Senza parole.Parla da sola.
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offspring-you gonna go far kid
Genere:Punk
Il classico pezzo da corsa finale in film comico-erotico-demenziale americano(alla american pie per intenderci)
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Bloc party-Mercury
Genere:Misto
PREMIO SPECIALE VIDEOCLIP
Uno dei brani più “avanti” dell’anno sia come musica che come videoclip.Ottimo esperimento.Riuscito.
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kaiser chiefs-half the truth
Genere:Pop Rock
Questa canzone non sarà il massimo ma mette allegria.scusate se è poco. Avvertenze..uno uso eccessivo creerà una ripetizione  mentale continua e fastidiosa del ritornello anche nelle situazione più inopportune
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Rexanthony-Why these wars
Genere:Elettronica
Si lo so è italiano, ma si fa chiamare in inglese canta in inglese fa album con titoli inglesi..facciamolo contento e mettiamolo fra gli stranieri
tornando al brano..gran pezzo con sonorità un pò alla prodigy e testo impegnato
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combo de la muerte-highway to hell (relight orchestra rmx)
Genere:Elettronica
Trasformare il pezzone degli ac/dc in una roba da discoteca caraibica??nulla è impossibile…
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sash!-raindrops(encore one fois)
Genere:Progressive Dance
La traccia dance dell’ anno, molto probabilmente.Sash! notissimo dj, colonna della progdance anni ’90 aggiunge una linea di cantato in inglese al suo vecchio successo encore one fois e ristampa il tutto.E’ tornata la melodia in disco???
ascolta

armin van buuren going wrong
Genere:Trance
Il più grande dj del mondo (non lo dico io, ma sondaggi e critici di settore, anche se sono abbastanza d’accordo)se la suona e se la canta con Chris Jones. E dimostra si dimostra all’altezza della fama e dei titoli
ascolta

segue per gli intenditori una veloce selezione trance e progressive:
http://it.youtube.com/watch?v=1v4mr0tvoW4
http://it.youtube.com/watch?v=mn9KjKH7cyM
http://it.youtube.com/watch?v=aN85M5TSsgc&feature=related
http://it.youtube.com/watch?v=d0tmTAx9mIE
http://it.youtube.com/watch?v=X9MItHBr6RI
http://it.youtube.com/watch?v=z8V547xKzK0
http://it.youtube.com/watch?v=gYqIGqXGU6E&feature=related

E anche quest’anno abbiamo finito…si ringrazia oltre a voi per l’attenzione e ai cantanti,artisti,dj,musicisti e simili di cui sopra per averci fornito qualcosa di cui parlare anche youtube che ce le fa riascoltare sempre e gratis.
Buon 2009!